Intervenire per migliorare il gioco d’azzardo

7 febbraio 2017 Posted by itubessa

interventi gioco d'azzardo

Non vi è alcun dubbio che quando si parla di gioco d’azzardo vengono “sciorinati” dati a volte anche a caso. E questo quasi per “spaventare” l’opinione pubblica che, sul gioco in generale, non riesce a farsi un’idea personale perché viene bombardata da dati allarmanti, da “crociate” Regionali e Comunali, da articoli di stampa che, sempre di più, relazionano sui rapporti tra azzardo e criminalità e, per ultimo, anche con fatti tremendi di cronaca nera che vengono collegati immediatamente alle sale da gioco, alle “famigerate macchinette” ed al degrado che questo porta nella vite di chi le incontra…

Non ha, quindi, poi importanza se vengono poste in essere ricerche oculate anche sulla possibilità di giocare gratis con la roulette, riconosciute e dettagliate che rendono pubblico il fatto che i giovani e la loro “voglia di gioco” siano assolutamente sotto controllo, anzi in calo, e che tra i ragazzi che giocano online non si evidenzia un rischio maggiore di quelli che giocano con il terrestre. L’allarme dell’opinione pubblica rimane alto ed aumenta sempre di più per i motivi che si sono elencati nelle righe precedenti. A nulla sembra valere l’intervento della maggioranza degli operatori del gioco pubblico che sono i primi che rispettano le normative (anche restrittive) in essere, a partire dal divieto di gioco ai minori. Operatori che si continuano ad impegnare per tutelare la sicurezza in questo mondo-gioco con tutti gli strumenti tecnologici che hanno a disposizione.

Ma se un Paese vuole crescere, insieme ai suoi giovani, insieme alla tecnologia ed alla innovazione, deve “scrollarsi” di dosso tutti i retaggi del “gioco demoniaco” e cercare di proporre una vera riforma nazionale che tuteli tutto e tutti nella maniera migliore possibile. E questo rispettando il territorio, il sociale, le imprese ed i giocatori e la “libertà di scelta” che è una delle cose più importanti nella vita di ciascuno.

Quindi, lo Stato dovrebbe essere il primo a togliersi dalla fase di “primo fruitore delle risorse del gioco e dei migliori gratta e vinci”, e mettersi in condizione di non dover far più conto sugli ingressi erariali che arrivano alle casse dell’Erario in “quantità industriale”. Deve lanciare una politica di lungo respiro sul gioco, prevedendo certamente una forte riduzione per ridurre l’impatto di questo fenomeno sul territorio, ma riformarlo a livello nazionale in modo da non eliminare il divertimento ai suoi cittadini, ma organizzandolo e distribuendolo come succede in tutti i Paesi europei che non trattano il gioco come “peste del nostro secolo”, ma anzi ne ricavano risorse per il sociale e per i loro territori.

Solo così si arriverà ad una situazione ottimale, dove tutti gli addetti ai lavori avranno finalmente un poco di tranquillità per organizzare il futuro pur condizionato da distanziometri, luoghi sensibili e restrizioni diverse che nasceranno ancora. Avranno possibilità di organizzare la produzione dei loro giochi, di studiare al meglio cosa interessa ai propri utenti e cercare di accontentare le loro preferenze e questo per evitare che, una volta per tutte, la rete illecita vada a guadagnare da tutte queste incertezze e da tutti questi orpelli ai quali il gioco lecito è costretto a sottostare ed, ovviamente, il gioco illegale no. Ma ai giocatori interessa in che luogo giocano, oppure interessa solo giocare? È compito dello Stato e dei suoi concessionari attirare a sé “tutto il parco giocatori” cercando di offrire il prodotto di gioco migliore.

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